Collectanea Historiae - studio Architettura Musacchio

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Notizie storiche tratte dalla “COLLECTANEA HISTORIAE” del biografo Dr. Emerit Nik Musacchio (direttore dell’Ospedale Internazionale di Roma “Salvator Mundi”), pubblicata a Roma nel 1988, con la quale sono state evidenziate le gesta e le personalità dei Musacchio,  proiettati sullo sfondo dell’evoluzione storico/politica del medioevo.
Il nome albanese è MYZEQEJA o MOYZAKEIKA, latinizzato e poi italianizzato diviene, con tutte le variazioni, Musacchio; famiglia di origine bizantina (nell’isola di Zante esiste un paese con questo nome) strabilitasi nella zona di Berat (Belgrado) nel periodo antecedente alla conquista latina, avvenuta con la IV^ Crociata del 1204. Berat è nota come antico abitato illirico che esiste fin dal VI° e V° secolo avanti Cristo. Dai documenti risulta che verso il III° o IV° sec. a.C., all’epoca in cui nel paese dominavano le tribù illiriche, fu trasformata in fortezza—città. Lo testimoniano le fondamenta delle mura costruite con grandi blocchi di pietra; fortezza che si erge su un grosso blocco roccioso alto 187 metri, che scende ripidissimo sulle rive del fiume da un lato, mentre dall’altro lato si affaccia sulla grande pianura di Myzeqeja (Musacchia).
I Musacchio fecero la loro comparsa ufficiale in Albania verso la fine del XIII° secolo. Il primo a fare storia fu Andrea Musacchio, dapprima Signore di Berat e successivamente Maresciallo di Albania, nominato da Carlo I° D’Angiò. Andrea MUSACCHIO è la prima personalità di rilievo di cui si hanno notizie documentate dal 1280 al 1319, Signore di Berat o Belgrado, futuro Maresciallo di Albania come nominato da Carlo I° D’Angiò. Ad Andrea I° successe il figlio Teodoro I° MUSACCHIO il quale sposò una figlia di Paolo D’Ochrida ed ebbe due figli: Mentulo Conte di Classania (conosciuta al secolo XIV come città bizantina con il nome di Clausura e/o Clissania) ed Andrea II°, Maresciallo e Despota d’Albania. I possedimenti della suddetta famiglia si estendevano dalla Musacchia Madha, dal fiume Skumbi, dal fiume Devol, al Voiussa abbracciando la piccola Musacchia, detta Tomonista (Tumenishti); più tardi la famiglia estese il suo dominio alla Selenizza (Selenica) e alla Tomorniza, intorno al monte Tomor. I possedimenti della suddetta famiglia si estendevano dalla Musacchia Madha, dal fiume Skumbi, dal fiume Devol, al Voiussa abbracciando la piccola Musacchia, detta Tomonista (Tumenishti); più tardi la famiglia estese il suo dominio alla Selenizza (Selenica) e alla Tomorniza, intorno al monte Tomor.
Le città di Corizza (Korca), Sokani (skepari), Opari Maseraci (Masreku), Costruri (Castoria) e i villaggi di Lodari (Lopari) e di Mariani, tutti abitati da Albanesi, appartenevano ai Musacchio. I nomi di Musacchio e di Thopia (anche quest’ultima è una famiglia di origine bizantina) esercitarono un’enorme influenza sugli albanesi del tredicesimo secolo, seconda solo a quella esercitata da Scanderbeg nel quindicesimo secolo. Seguono le varie trasformazioni del cognome:
Musachi, Musacchi, Musacius, Musaio, Musatius, Musac, Muzaka, Misachi, Misaicius, Musaca, Musacchia, Mosacchio, Muzhaka, Muzakati, Muzhakus, Muzakata, Muzhakus, Muzakata, Myzeqeia, Musaja, Musciacchi, Mosaghi, Musayo, Musajo, Muciaccia, Musachy, Mousaxéa (greco).

 
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